mostra

Collezione Burgo
una consuetudine annuale divenuta un cult

dal 27 maggio
a Vicenza

“L’idea di raccontare con un disegno quel magico processo creativo che consente alle idee stesse di tradursi sulla carta venne ad Aldo Marchi, conversando con Jean Michel Folon. Era il 1997 e nacque così il primo calendario di una serie che compie vent’anni, inaugurata proprio dal maestro belga Folon”. Questa la storia della nascita di una consuetudine annuale divenuta un cult, raccontata da Anna Rezzaro, coordinatrice della mostra per celebrare le due decadi trascorse raccogliendo più di 100 immagini originali che compongono il patrimonio della Collezione Burgo, realizzate, anno dopo anno, da tanti grandi artisti pronti a seguire l’esempio di Folon: Emanuele Luzzati, Milton Glaser, Lorenzo Mattotti, Altan, Roberto Perini, Paul Davis,  Moebius,  Giorgio Maria Griffa, José Munoz, Loustal, Tullio Pericoli, Cecco Mariniello, Fabian Negrin, Alessandro Sanna, Luca Caimmi, Shout e Ping Zhu.

L’inaugurazione è fissata per il 27 maggio e l’esposizione sarà visitabile fino al 25 giugno, nel salone principale della Basilica Palladiana di Vicenza. A corredo e memoria dell’evento è nato anche l’artbook «Collezione Burgo 1997 -2017», curato da Francesco Poroli e stampato su carta patinata R4 Next satin, che sarà presentato ufficialmente il 31 maggio negli spazi allestiti per la mostra, in collaborazione con Illustri Festival.

“Il calendario è nato come oggetto dalla doppia valenza: da una parte per farne dono a tutti i soggetti che conoscono e stimano la nostra azienda, dall’altra come una realizzazione capace di veicolare l’arte dell’illustrazione rivelando al contempo la qualità del supporto cartaceo che la accoglie”, spiega Rezzaro.  “La natura del progetto è monografica: viene coinvolto ogni anno un autore diverso, al quale è affidata l’intera realizzazione. Generalmente il calendario propone immagini, ciascuna a cadenza bimestrale. Ogni artista è libero di sperimentare, ad esempio Moebius ha delineato una storia attraverso le sue 6 tavole, componendo un brillante storyboard, mentre Milton Glaser ha proposto un artwork che è a tutti gli effetti una “scultura di carta”. Gli ultimi anni sono stati, inoltre, ricchi di novità: Shout ci ha traghettato nel mondo delle tecniche digitali e, l’anno scorso, è arrivata Ping Zhu, finalmente la prima autrice donna, accolta con grande entusiasmo”.