interview

Alla ricerca del sistema Niemann.

Intervista all’Illustrissimo 2022.

“È tutto nella mia testa e non so cosa fare con tutte le informazioni ed è qui che il disegno mi viene in aiuto. Non il disegno fatto per essere mostrato agli altri, ma il disegno che mi aiuta a rallentare”.

Ammetto di aver vissuto con una certa fibrillazione l’attesa del weekend di inaugurazione di Illustri Festival 2022 , a Vicenza dal 17 giugno al 17 luglio. È qui che nell’ultima edizione pre-pandemia (2019) mi sono appassionato al mondo delle immagini e ho scoperto gli autori che considero un po’ come dei fari: la loro luce torna e ritorna, tracciando una direzione e suggerendo visioni nascoste del nostro quotidiano. Ma a Illustri non si trova “solo” un’ottima rassegna della migliore illustrazione italiana: quel che lo rende un appuntamento da non perdere è il clima che si respira dentro e fuori la mostra grazie all’impegno e al calore di Associazione Illustri e del suo presidente Francesco Poroli. Per certi versi è un po’ come andare a trovare dei parenti d’oltreoceano che non conosci ancora ma che sanno come farti sentire subito a casa. È una forma di intimità questa che permea gli eventi, i talk, le inaugurazioni e persino ambienti magnifici come il salone superiore della Basilica Palladiana, dove ci si immerge lentamente nei mondi e nelle atmosfere evocate dalle immagini esposte e poi si prende fiato raggiungendo con lo sguardo le travi del soffitto a più di venti metri d’altezza.

Sunday Sketch/Morning - Christoph Niemann
↑ Sunday Sketch/Morning - Christoph Niemann
Sunday Sketch/Book - Christoph Niemann
↑ Sunday Sketch/Book - Christoph Niemann

Ospite d’onore di questa edizione è Christoph Niemann, artista, autore e animatore berlinese a cui è dedicata la mostra Illustrissimo, la prima in Italia a raccontarne il mestiere. Il suo lavoro appare regolarmente sulla copertine di The New Yorker, National Geographic e The New York Times Magazine e quando ci siamo incontrati ho scoperto una persona gentilissima, il cui sguardo lucido e curioso sulle cose del mondo è a dir poco illuminante.

GPG: la mia prima domanda è molto semplice: quando ti sei accorto di essere diventato Christoph Niemann? (ride) Intendo il Niemann che conosciamo! Magari avevi un altro lavoro diverso da quello dell’illustratore e l’hai lasciato, o hai voltato pagina rispetto ad un certo tipo di cose che facevi prima.

CN: C’è stata una cosa in particolare che ha riguardato non solo me ma praticamente ogni collega che conosco: i social media. Stefan Sagmeister una volta ha detto che un designer famoso è un po’ come un elettricista famoso, sarà conosciuto forse all’interno della comunità dei costruttori ma al di fuori di essa nessuno lo conosce. Come illustratore prima dei social media potevi sicuramente conoscere ed essere in contatto con editor e art director e ricevere lavori da loro e quindi alla fine le persone avrebbero finito per vedere cose fatte da te, ma non avrebbero mai collegato il tuo nome a quei lavori. Persino se arrivavi a fare una cover del New York Times tantissimi avrebbero visto quell’immagine ma in pochi si sarebbero resi conto che l’avevi fatta proprio tu. Di fatto grazie ai social media gli artisti hanno iniziato ad avere un contatto diretto con gli utenti senza dover passare per magazine o case editrici, ed è qui che è sicuramente cambiato qualcosa. Tutto a un tratto potevi comunicare direttamente con le persone e mostrare lavori come per esempio i miei sunday sketches. Non li ho mai pensati per un magazine, li ho semplicemente fatti e grazie a questi ho stabilito una connessione con le persone.

↑ Christoph Niemann - Observatory
Christoph Niemann - Lake St.Moritz
↑ Christoph Niemann - Lake St.Moritz

GPG: Puoi raccontarci di qualche lavoro strano che hai fatto prima di essere illustratore? O hai fatto l’illustratore tutta la vita?

CN: Ho lavorato nel settore delle costruzioni quando ero uno studente e ho fatto una specie di servizio civile per un anno e mezzo: accompagnavo i ragazzini a scuola e portavo in giro gli anziani. Ad essere sincero odiavo l’idea di dover fare questo lavoro perché avevo una gran voglia di studiare e disegnare. Ma a pensarci adesso sono grato di aver fatto quella scelta perché non avevo neanche vent’anni, ero pieno di me ed essere in qualche modo portato via da me stesso e vedere persone in diverse condizioni non posso dire sia stato duro ma mi ha arricchito. Ho anche fatto il cameriere e in tutta onestà non credo di essere tagliato per quel tipo di mestiere: in un ristorante non puoi davvero avere il controllo sulla situazione e l’ora di pranzo è il momento peggiore perché tutti vanno di fretta, hanno tre quarti d’ora per mangiare e andarsene e quindi ti tocca improvvisare! Ma se non ho il controllo della situazione improvvisare non fa per me, quindi direi che quella non è stata una bella esperienza.

GPG: Nell’episodio di Abstract che racconta il tuo lavoro hai fatto riferimento ad un libro (La scoperta della lentezza di Sten Nadolny) a proposito delle percezioni sul mondo. Il protagonista John Franklin va a caccia di un “sistema alla Franklin” che gli permetta di realizzare le proprie ambizioni riuscendo anche a comunicare con gli altri. Pensi di avere trovato il tuo “sistema alla Niemann”?

CN: …lo sto ancora cercando! (ride) Faccio questo lavoro da un po’ e oggi siamo qui perché c’è una mostra su di me quindi qualcosa deve in effetti essere andato per il verso giusto, ma ciò non significa che quando mi metto alla scrivania io sia sicuro di cosa sto facendo. Negli incarichi editoriali ormai riesco a divertirmi perché sento che ho una certa esperienza, ma nel resto del mio lavoro ho la costante sensazione di partire da zero. E non è male neanche questo perché c’è bisogno di quel fremito, di quella specie di paura altrimenti finisci semplicemente per ripeterti.

Christoph Niemann - NYC Downtown blue
↑ Christoph Niemann - NYC Downtown blue
Christoph Niemann - Berlin
↑ Christoph Niemann - Berlin

GPG: Come ti relazioni al disegno quando viaggi in un paese straniero? Intendo come fai a gestire il bisogno di disegnare con la grande quantità di stimoli e cose belle intorno a te.

CN: Credo proprio di avere delle mancanze – come tanti altri artisti in realtà – in quanto a pazienza e capacità di godermi il momento. Mi faccio prendere dalla fretta perché sono proiettato verso qualcosa in particolare e quindi divento impaziente e ad un tratto vengo sopraffatto! È tutto nella mia testa e non so cosa fare con tutte le informazioni ed è qui che il disegno mi viene in aiuto. Non il disegno fatto per essere mostrato agli altri, ma il disegno che mi aiuta a rallentare, a guardare alle cose più lentamente e a notare come il ramo di un albero intersechi il riquadro di una finestra e la linea dell’orizzonte e… per me è una specie di trucco per riuscire a godere della bellezza che mi circonda in un modo più gestibile, altrimenti mi sento semplicemente sopraffatto. Lo smartphone non mi aiuta perché quando penso al viaggio che sto per fare sono felice all’idea di tutte le novità che riuscirò ad assorbire ma poi in realtà mi ritrovo coi sensi di colpa per non aver risposto prima a questa o quella mail, e allora inizio a scrollare nell’inbox… così non va! Voglio essere nel qui ed ora, e il disegno in questo mi aiuta. Non il bel disegno fatto da un professionista, mi riferisco al disegno a cui tutti si possono dedicare. Disegnare è semplicemente fantastico.

 

Appuntamento quindi  a Palazzo Leoni Montanari, un’occasione imperdibile per soddisfare la curiosità e la fame di suggestioni di chi è in cerca di risposte.

↑ Christoph Niemann - Zoo